Chi paga l'imposta di registro, il proprietario o l'inquilino?
Pubblicato il 7 agosto 2026 · a cura di Alessandro Grillo, agente immobiliare
La risposta breve è: metà per uno. Ma tra quello che dice la legge sui rapporti tra le parti e quello che può pretendere l'Agenzia delle Entrate c'è una differenza che conviene conoscere prima di firmare.
Metà al proprietario, metà all'inquilino
L'articolo 8 della legge 392 del 1978, la cosiddetta legge sull'equo canone, dispone che le spese di registrazione del contratto di locazione sono a carico del conduttore e del locatore in parti uguali.
Quindi, salvo diverso accordo, su un'imposta di 168 euro il proprietario ne paga 84 e l'inquilino altrettanti. La legge non stabilisce invece chi debba materialmente eseguire la registrazione: nella pratica se ne occupa quasi sempre il proprietario, che poi chiede all'inquilino la sua metà.
Verso il Fisco, però, rispondete entrambi per l'intero
Qui sta la distinzione che sfugge a molti. La ripartizione a metà vale solo nei rapporti interni tra le parti. Nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, locatore e conduttore rispondono in solido del pagamento dell'intera somma dovuta.
In concreto: se l'imposta non viene versata, l'Agenzia può richiedere l'intero importo — con interessi e sanzioni — indifferentemente a uno solo dei due. Chi paga potrà poi rivalersi sull'altro, ma intanto ha pagato tutto lui. È il motivo per cui l'inquilino ha tutto l'interesse ad accertarsi che la registrazione sia stata effettivamente eseguita, anche se il contratto la mette a carico del proprietario.
Il contratto può derogare, ma solo in una direzione
Le parti possono accordarsi diversamente, ma non liberamente: si può prevedere che il locatore si accolli una quota maggiore, fino all'intero, mentre è nulla la clausola che addossi al conduttore più del 50%. È una tutela inderogabile a favore dell'inquilino, e una clausola che la viola non produce effetti anche se firmata da entrambi.
Con la cedolare secca la domanda non si pone
Se il proprietario opta per la cedolare secca, l'imposta di registro non è dovuta: non c'è nulla da ripartire. Resta l'obbligo di registrare il contratto, ma senza costi per nessuna delle due parti.
Va detto che l'opzione per la cedolare comporta per il proprietario la rinuncia all'aggiornamento ISTAT del canone: è una scelta di convenienza complessiva, non solo un modo per risparmiare l'imposta di registro. Su questo conviene farsi due conti con il proprio commercialista.
Il compenso di chi esegue la pratica è un'altra cosa
Una precisazione che facciamo spesso al telefono: l'articolo 8 riguarda le imposte, non l'eventuale compenso di chi si occupa materialmente della registrazione. Quello segue gli accordi tra le parti e, di norma, resta a carico di chi ha conferito l'incarico.
Fonti
Questa guida ha finalità informative e riporta la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce il parere di un commercialista o di un consulente fiscale, al quale è opportuno rivolgersi per i casi particolari. Per la registrazione del contratto puoi invece affidarti a noi.
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